21 Giugno 2007
E-mail: prendere a piccole dosi
Ultimamente mi chiedo spesso se e quanto oggi la posta elettronica rappresenti davvero uno strumento sempre utile, soprattutto in campo lavorativo.
Facciamo un passo indietro. Ho cominciato ad utilizzare sistemi di posta elettronica da adolescente agli inizi degli anni novanta attraverso FidoNet. All’epoca le persone con cui scambiavo corrispondenza erano amici, compagni di scuola e di gioco. La comunicazione era informale e la comprensione immediata, perché quando si scriveva si aveva bene in mente l’interlocutore. La posta la scaricavamo al massimo un paio di volte al giorno. Il concetto di connessione pemanente non esisteva e il mio primo modem aveva una velocità di 1200 baud: era duemila volte più lento della connessione ADSL che sto utilizzando in questo momento.
Oggi utilizzo l’e-mail soprattutto per lavoro. Capita quindi spesso di interagire con persone che a malapena conosco. Il tono è formale e spesso si parla di denaro, impegni reciproci, scadenze, contratti. Trovo molto difficile la comunicazione via e-mail e spesso si ricorre comunque al telefono per capire realmente cosa si volesse dire e soprattutto con che tono. E spesso la telefonata rivela tutt’altra verità.
Credo che questo non dipenda tanto da chi scrive quanto piuttosto dalla cattiva predisposizione di chi legge. Nel mio caso credo che la cattiva predisposizione possa essere addotta a molteplici fattori:
- Trascorro mediamente dalle otto alle dodici ore davanti al computer, scarico la posta elettronica ogni dieci minuti, il che significa che vengo interrotto almeno una cinquantina di volte al giorno. Essere interrotti di per sé basterebbe a giustificare la cattiva predisposizione.
- Su cinquanta e-mail ricevute ogni giorno, mediamente 30 sono spam, 10 sono cestinabili e solo il resto rappresenta comunicazioni realmente importanti.
- I sistemi anti-spam non sono affidabili al 100% quindi se non hai ricevuto la risposta che aspettavi o hai dei dubbi devi andare comunque a rovistare nella cartella dello spam. Il che si traduce nel dover scorrere periodicamente un elenco di innumerevoli intestazioni stando concentrati sul mittente e l’oggetto.
- A peggiorare le cose ci si mette il phishing. Ultimamente tra chi finge di essere Banco Posta e chi Banca Intesa è in corso una a gara su chi manda più e-mail sgrammaticate al giorno. E non conta niente aver denunciato la cosa ai rispettivi interessati che assicurano che stanno provvedendo, le e-mail continuano ad arrivare.
Potrei andare avanti con l’elenco: mi vengono in mente quelli che chiedono la conferma di lettura anche quando non è necessaria, quelli che rispondono alle e-mail quotando tutte le precedenti in calce (a che serve?) ma credo di aver reso l’idea.
A volte penso che se le e-mail si pagassero in base alla lunghezza :
- Forse lo spam diminuirebbe.
- Forse la gente la smetterebbe di mandare allegati ma caricherebbe il file da qualche parte e invierebbe solo il collegamento. E lo farebbe solo per cose che vale davvero la pena inviare.
- Forse non avrei più la posta intasata da e-mail false di bambini malati o cani da adottare: sono tutte rigorosamente uguali e false (verificate sempre qui), possibile che continuino a girare?
- Forse non riceverei puntualmente una volta al mese la email del fazzoletto: ho capito che devo vivere ogni giorno della mia vita come fosse l’ultimo ed è proprio per questo che non voglio passarlo a cancellare posta indesiderata.
Scherzi a parte non credo sia facile trovare una soluzione. Qualcosa però si può fare: non mantenere il client di posta sempre attivo ma aprirlo quando si decide di fare una pausa. Io adesso faccio così, a volte arrivo a scaricare la posta solo un paio di volte al giorno. Vi assicuro che poco alla volta l’ansia da e-mail scompare e la concentrazione sul lavoro ne risente positivamente.
Ultimo accorgimento per cambiare un po’ le cose: noi in Webgriffe non mandiamo più allegati ai clienti ma diamo l’accesso ad un’area dove carichiamo i file. I clienti li possono scaricare quando vogliono, da dove vogliono e non rischiano di perdere i file cancellando la posta o cambiando PC. Così si evita anche di mandare e-mail due volte perché quando si manda un allegato, una volta su due ci si dimentica di inserirlo nella email.
Provare per credere.
Pubblicato in Generale



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Giugno 21st, 2007 at 23:05
Magari sembrerà scontato, ma da quando ho deciso di abbandonare il client e ho trasferito tutto su Gmail le cose sono davvero cambiate.
L’unica difesa davvero funzionante è avere più indirizzi, e fornire quello importante solo a persone fidate.. Fatto sta che una mail non si può pagare, ne verrebbe meno l’utilità.
Io credo che la vera scocciatura di oggi siano i software di istant messaging, utili nello 0,1% dei casi..