4 agosto 2009
Jeremy Rifkin, Il sogno europeo
Ho impiegato due anni e mezzo per leggere Il sogno europeo di Jeremy Rifkin ma devo ammettere che ne è valsa la pena. È un saggio che ripercorre i motivi storici e socio-culturali che hanno portato alla concezione del sogno americano, al suo fallimento odierno e alla nascita del nuovo sogno europeo.
Nonostante il libro sia stato pubblicato nel 2004 quando la recessione economica che stiamo vivendo non si era ancora manifestata completamente, Rifkin identifica alcune avvisaglie nel crescente aumento del tasso di disoccupazione e del sentore che l’economia del consumo abbia fatto il suo tempo e che debba lasciare spazio al concetto di economia sostenibile.
L’analisi storica è illuminante e racconta come alcune invenzioni del passato, che oggi ci appaiono scontate, abbiano in realtà determinato il passaggio dal Medioevo all’età industriale. Esemplare il caso dell’orologio meccanico che, ancora più della macchina a vapore, ha influenzato l’era moderna e determinato la nascita del concetto di produttività.
L’autore non si limita a considerare il passato ma riflette molto anche sul presente e rivolge molta attenzione sull’invenzione che probabilmente sta segnando un nuovo passaggio epocale, vale a dire le reti di comunicazione e, in generale, il concetto di network.
Lettura impegnativa ma consigliata a chi vuol comprendere le ideologie e le motivazioni che stanno alla base del nuovo sogno europeo di collettività e condivisione, concetti distanti da quelli che invece hanno costituito le basi del sogno americano ormai destinato al tramonto.
Peccato solo che l’ottimismo del libro sia smorzato dal fatto di non averlo letto quando è uscito ma in un periodo in cui ci troviamo a dover fare i conti con una realtà che non lascia molto spazio a sogni e speranze.
Riferimenti
- Il sogno europeo su Anobii
- Il sogno europeo su Internet Bookshop
Pubblicato in , Libri | 2 Commenti »

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Magari non c’entra nulla (non ne capisco molto di economia)…ma non riesco a non pensare alla crisi attuale senza ricordare la sicumera di Rifkin (Era dell’Accesso Mondadori 2000) sulla proprietà sostituita dall’accesso…
Ciao Francesco,
non ho letto il libro che citi ma lo metterò sicuramente nella lista dei desideri.
Per quel che riguarda il concetto di accesso e proprietà è proprio vero, basti pensare, per fare un esempio vicino a tutti, al settore automobilistico in cui comincia a diffondersi anche a livello privato l’idea che l’autovettura possa essere affittata e non più comprata.
Saluti, Alessandro