27 Gennaio 2007
Perché AJAX è destinato al declino
AJAX (acronimo di Asynchronous JavaScript and XML) ha un unico grande pregio, a mio avviso: quello di aver fatto capire che la rete può diventare la piattaforma applicativa di un futuro nemmeno tanto lontano.
Da questo momento in poi credo sia giusto (come sta facendo Adobe con Flex e il progetto Apollo) partire da questa considerazione e cominciare a ripensare al modello funzionale del web. AJAX si basa su tecnologie standard che prese a sé coprono perfettamente i rispettivi campi di utilizzo ma non possono rappresentare la base di partenza per quello che rappresenterà il vero web 2.0 (anche se probabilmente lo definiranno 3.0 e non sarà nemmeno più il web).
Tutto quello che è alla base di AJAX non è adatto a scrivere applicazioni desktop-like. Basti pensare che:
- JavaScript è un linguaggio nato con l’intento di dare un po’ di interattività alle “vecchie” pagine HTML, non rappresenta un linguaggio pensato per costruire GUI. Non a caso a questo scopo stanno nascendo decine di framework (dal GWT di Google allo Spry di Adobe, per citarne solo un paio) che mettono a disposizione effetti speciali ma sulla cui longevità non metterei una mano sul fuoco.
- XML è un ottimo formato di interscambio di dati ma non è un protocollo di comunicazione. Lo scambio di dati deve essere basato su protocolli sicuri, robusti e affidabili. SOAP è un esempio di protocollo che utilizza XML come formato di scambio.
- I web browser sono costruiti attorno al “vecchio” concetto di world wide web e per questo mettono a disposizione funzionalità (come i pulsanti avanti/indietro, la cronologia e i preferiti) che in una applicazione desktop non necessariamente sono utilizzate e possono creare confusione e malfunzionamenti.
Occorre ripartire da capo. Se nasceranno le network applications (non più web applications) e se avranno il successo che credo lo dovremo sicuramente anche ad AJAX e al successo che ha suscitato in questi tempi. Ma probabilmente AJAX sarà destinato al declino o ad un utilizzo molto limitato nelle pagine web, che, mi auguro, continueranno ad esistere come canale di diffusione di informazioni e non più come una piattaforma applicativa ibrida.
Pubblicato in Generale, Web 2.0



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Settembre 17th, 2007 at 14:59
Onestamente Eckel mi sembra un po’ troppo pessimista su Ajax e troppo ottimista su Flex(mi chiedo realmente perchè
ci sono tante librerie in sviluppo e nient’affatto limitate.
Io sono a favore degli standard e voglio continuare ad usare per le mie applicazioni strumenti aperti anche perchè ho speriementato un po’ e mi sono trovato a mio agio senza neanche fare tutta sta fatica. Poi anch’io sono dell’dea che il web debba mantenere soprattutto un contenuto informativo e applicativo solo nel caso in cui c’è la necessità di avere una soluzione distribuita.
Il mio augurio è quello di un rafforzamento degli standard, spero per presa di coscenza comune perchè si abbia un web più omogeneo, meno problemi per gli utenti e meno problemi per chi sviluppa….non mi sembra che Adobe vada in questa direzione.
Settembre 19th, 2007 at 8:02
Consiglio la lettura di questo articolo di Joel Spolsky: http://www.joelonsoftware.com/items/2007/09/18.html